Tra gli elementi più visibili ci sono sicuramente i nuovi infissi curvi affacciati su via Solari, dotati di sistemi motorizzati per la ventilazione naturale, e la nuova copertura, realizzata con un reticolo in policarbonato ad alte prestazioni, che filtra la luce e contribuisce a creare ambienti confortevoli e luminosi. Ma l’intervento è andato ben oltre: nuovi ingressi, pensiline metalliche, schermature solari e dettagli funzionali si integrano in un disegno coerente, attento a ogni sfumatura. Gli interni sono stati completamente ridefiniti: sono nate due nuove strutture indipendenti, la Torre Backstage, che ospita spazi operativi su tre livelli, e la Torre Pomodoro, costruita al di sopra dell’omonimo Labirinto, pensata per funzioni di regia e supporto. Una passerella collega queste nuove architetture con l’edificio degli uffici, creando un percorso fluido tra i diversi volumi.


Il restyling della sede Fendi di via Solari a Milano racconta un’evoluzione, un modo nuovo di pensare gli spazi del lavoro, dell’arte e della rappresentazione. Politecnica, lo studio che ha curato il progetto, ha immaginato un contesto in cui le grandi superfici vetrate e la pulizia delle linee architettoniche restituissero valore all’impianto originale, sottolineandone il carattere industriale ed esaltando la funzione della luce naturale. Promo è riuscita a dare forma concreta a questa visione, grazie alla sua competenza nella realizzazione di involucri architettonici e costruzioni a secco, gestendo un cantiere complesso e stratificato, intervenendo su ogni aspetto dell’edificio: dalla facciata alla copertura, dagli spazi interni alle nuove strutture che oggi caratterizzano l’identità del luogo.


L’uso del metallo come elemento costruttivo dominante non è solo una scelta tecnica, ma un vero e proprio linguaggio: strutture leggere, trattate con vernici protettive ad alte prestazioni, danno solidità e continuità al progetto. Anche le finiture interne – pannelli retroilluminati in policarbonato, pareti vetrate, facciate trasparenti – parlano una lingua fatta di luce, leggerezza e trasparenza. Il risultato è uno spazio aperto, fluido, contemporaneo. Un luogo che unisce memoria e innovazione, dove ogni dettaglio – dalla scala metallica ai controsoffitti retroilluminati – racconta l’attenzione per la qualità architettonica e funzionale. Questa trasformazione è un esempio di come l’architettura a secco e la precisione degli involucri tecnici possano dialogare con il design più sofisticato. Un intervento che non solo risponde a esigenze operative, ma crea un ambiente di lavoro stimolante, flessibile e rappresentativo del marchio che lo abita.
